A villa Cattolica: “Radici, fotografie senza tempo”. La mostra fotografia di Nunzio Guzzo.
Pubblicato il 3 febbraio 2026 • Comunicati , Cultura
Si inaugura sabato 7 febbraio alle ore 17.30, a villa Cattolica, la mostra fotografica: "Radici, fotografie senza tempo" di Nunzio Guzzo, a cura di Antonio Saporito Renier. L'evento, patrocinato dal comune di Bagheria, rappresenta un viaggio visivo profondo tra i vicoli, i volti e le tradizioni che definiscono l'identità siciliana. Una selezione di scatti senza tempo che racconta l’essenza della Sicilia e il legame di Guzzo con la sua terra. Il vernissage non sarà solo un momento espositivo, ma anche un’occasione di approfondimento culturale. In concomitanza con l'apertura della mostra, verrà presentato il libro "Nunzio Guzzo e la Scuola Siciliana di Fotografia". All’evento, moderato dalla consigliera comunale Giusy Chiello, saranno presenti per i saluti istituzionali, il sindaco di Bagheria Filippo Maria Tripoli e l'assessore alla Cultura Daniele Vella. Interverranno alla presenza dell'artista, Antonio Saporito Renier, curatore della mostra e direttore della Scuola Siciliana di Fotografia e Giuseppe Maria Di Giacinto, presidente del circolo culturale Humus di Casteldaccia. La Mostra sarà visitabile gratuitamente dal 7 al 15 febbraio 2026, dal martedì alla domenica, dalle ore 9:00 alle ore 17:00 (ultimo ingresso).
Delle foto di Guzzo, il curatore Antonio Saporito Renier, scrive: Le fotografie del casteldaccese Nunzio Guzzo mostrano il riflesso di tante storie che segnano una identità territoriale forte ed è questo il motivo per cui ho scelto i suoi bianchi e neri in apertura del ciclo del mio impegno come direttore della sezione Fotografia di XXS Aperto al contemporaneo. Come ebbe a scrivere Vincenzo Consolo nel 2007 nella prefazione al volume fotografico di Peppino Leone da me edito insieme alla Fondazione Buttitta :“[…] la scuola fotografica siciliana che è speculare, azzardiamo dire, a quella letteraria. Speculari, le due scuole, rappresentano, ciascuna a suo modo, la ricca realtà siciliana.”.
E così emergono i ritratti conviviali a Misilmeri del poeta Giacomo Giardina, del critico Francesco Carbone, di Giusto Sucato artista del popolo, del pittore Giovanni Castiglia e altri. Mediante un rigoroso bianco e nero le fotografie di Nunzio Guzzo appaiono raccontare storie di un ieri consunto dal tempo e dai ritmi delle metropoli urbane che, però, si fa Oggi. E’ una Sicilia sempre più emigrante, sempre meno antropizzata, sempre più incendiata e mortificata non solo fisicamente.
In questo incanto nostalgico evocato dell’arte fotografica di Nunzio Guzzo trovo infatti un nuovo slancio di desiderio e di tempo futuro per un autentico riscatto dei valori solidali propri della Sicilia che nelle arti e nei mestieri ha sempre saputo dare il meglio di sé anche grazie ad una naturale propensione all’accoglienza che oggi vorrebbe esserle negata.
Sono immagini, queste di Nunzio Guzzo, che in questi tempi di cancellazione di ogni memoria, di ogni tradizione, di omologazione culturale (V. Consolo) rimarranno, insieme a quelle di altri grandi esponenti della Scuola siciliana come Enzo Sellerio, Peppino Leone, Melo Minnella, Luigi Cocuzza e tanti altri, come un solido basamento strutturale su cui ricostruire nuovi futuri tecnologici e produttivi ma rispettosi delle loro radici.
Biografia. Nunzio Guzzo nato nel 1952 a Casteldaccia dove attualmente vive. L’amore per la fotografia nasce nel 1976 quando, per puro caso, compra una macchina reflex. Decisivo, per la sua ricerca fu il periodo che va sino alla fine degli anni ’70 quando con il suo amico pittore Giovanni Castiglia partecipa e contribuisce alla nascita della “Comunità di base Godranopoli” e alla creazione del museo etnoantropologico di Godrano. L’incontro con l’intellettuale Francesco Carbone lo avvicina ad artisti come Giusto Sucato, Mimmo Schimmenti, Eugenio Cottone, Pippo Di Giacinto, il poeta Giacomo Giardina e tanti altri intellettuali dell’epoca.
Ufficio stampa.