Don Vincenzo Puccio vola alle olimpiadi dei piccoli stati
Pubblicato il 29 maggio 2019 • Comunicati
Riceviamo e pubblichiamo:
Don Vincenzo Puccio all’età di 16 anni era una promessa dell’atletica italiana.
Da Vita, un paesino in provincia di Trapani, si trasferisce a Bagheria per farsi allenare dal professore Tommaso Ticali e inseguire il suo sogno di partecipare alle olimpiadi.
Era il 1990, Vincenzo si allena con grande determinazione e migliora continuamente le sue prestazioni, l’allenatore Tommaso Ticali che poi legherà il suo nome anche a maratoneti del calibro mondiale come Vincenzo Modica (argento mondiale nel 1999) e Anna Incerti (campionessa europea nel 2010), lo iscrive alla prova dei 1.500 metri dei campionati regionali siciliani, dove Vincenzo trionfa in 3’51’’,nel giro di due anni riesce ad affermarsi anche a livello nazionale, ma all’età di 20 anni ha sentito il richiamo del signore e improvvisamente molla tutto e va in seminario.
Una volta ordinato sacerdote è tornato in Sicilia, durante una benedizione conosce un maratoneta che lo invita a correre con lui e così, nel 2010, decide di riannodare il filo reciso 18 anni prima.
Riprende ad allenarsi e, dopo qualche contrattempo fisico dovuto ai tanti chili in più e ad una forma da recuperare, dal 2012 non si è più fermato,le gambe reggono bene e il parroco di Barcellona pozzo di gotto contatta il suo vecchio allenatore Tommaso Ticali, e inizia una preparazione mirata per realizzare i suoi obiettivi.
Nel 2019 si tessera con l’atletica vaticana, dove comincia a mietere successi anche internazionali, recentemente ha vinto a Wittenberg (Germania) una mezza maratona col tempo record di 1 ora dodici minuti e venticinque secondi, ed in questi giorni è arrivata dalla santa sede la convocazione per partecipare alle olimpiadi dei piccoli stati che si terranno in Montenegro», Vincenzo gareggerà il 28 maggio nei cinquemila metri e il 31 maggio nei diecimila metri.
Don Vincenzo Puccio, che prima di ogni gara chiede agli organizzatori di poter benedire gli atleti alla partenza, e al traguardo ha un rito, si inginocchia e invoca: «Sicilia rialzati!». Un prete “antimafia”, sempre in prima linea don Vincenzo, che molto spesso si piazza anche davanti agli avversari: è 1° nel ranking dei maratoneti over 45 .
All’Atletica Vaticana lo spirito cristiano si rincorre con quello olimpico.
A tal proposito: è possibile pensare a un futuro debutto alle Olimpiadi? «Perché no? – conclude monsignor Sánchez Toca – A Tokyo 2020 non ci saranno atleti vaticani ma un osservatore - come ai Giochi invernali del 2018 in Corea - che parteciperà ai lavori del Cio Internazionale con cui la Santa Sede ha in corso l’elaborazione di un vero e proprio “Accordo”.
Da Parigi 2024 o da Los Angeles 2028, potremmo fare progetti più concreti, ma sempre con un iter condiviso con il Cio». Nel frattempo, l’Athletica Vaticana corre incontro al mondo.
Don Vincenzo Puccio all’età di 16 anni era una promessa dell’atletica italiana.
Da Vita, un paesino in provincia di Trapani, si trasferisce a Bagheria per farsi allenare dal professore Tommaso Ticali e inseguire il suo sogno di partecipare alle olimpiadi.
Era il 1990, Vincenzo si allena con grande determinazione e migliora continuamente le sue prestazioni, l’allenatore Tommaso Ticali che poi legherà il suo nome anche a maratoneti del calibro mondiale come Vincenzo Modica (argento mondiale nel 1999) e Anna Incerti (campionessa europea nel 2010), lo iscrive alla prova dei 1.500 metri dei campionati regionali siciliani, dove Vincenzo trionfa in 3’51’’,nel giro di due anni riesce ad affermarsi anche a livello nazionale, ma all’età di 20 anni ha sentito il richiamo del signore e improvvisamente molla tutto e va in seminario.
Una volta ordinato sacerdote è tornato in Sicilia, durante una benedizione conosce un maratoneta che lo invita a correre con lui e così, nel 2010, decide di riannodare il filo reciso 18 anni prima.
Riprende ad allenarsi e, dopo qualche contrattempo fisico dovuto ai tanti chili in più e ad una forma da recuperare, dal 2012 non si è più fermato,le gambe reggono bene e il parroco di Barcellona pozzo di gotto contatta il suo vecchio allenatore Tommaso Ticali, e inizia una preparazione mirata per realizzare i suoi obiettivi.
Nel 2019 si tessera con l’atletica vaticana, dove comincia a mietere successi anche internazionali, recentemente ha vinto a Wittenberg (Germania) una mezza maratona col tempo record di 1 ora dodici minuti e venticinque secondi, ed in questi giorni è arrivata dalla santa sede la convocazione per partecipare alle olimpiadi dei piccoli stati che si terranno in Montenegro», Vincenzo gareggerà il 28 maggio nei cinquemila metri e il 31 maggio nei diecimila metri.
Don Vincenzo Puccio, che prima di ogni gara chiede agli organizzatori di poter benedire gli atleti alla partenza, e al traguardo ha un rito, si inginocchia e invoca: «Sicilia rialzati!». Un prete “antimafia”, sempre in prima linea don Vincenzo, che molto spesso si piazza anche davanti agli avversari: è 1° nel ranking dei maratoneti over 45 .
All’Atletica Vaticana lo spirito cristiano si rincorre con quello olimpico.
A tal proposito: è possibile pensare a un futuro debutto alle Olimpiadi? «Perché no? – conclude monsignor Sánchez Toca – A Tokyo 2020 non ci saranno atleti vaticani ma un osservatore - come ai Giochi invernali del 2018 in Corea - che parteciperà ai lavori del Cio Internazionale con cui la Santa Sede ha in corso l’elaborazione di un vero e proprio “Accordo”.
Da Parigi 2024 o da Los Angeles 2028, potremmo fare progetti più concreti, ma sempre con un iter condiviso con il Cio». Nel frattempo, l’Athletica Vaticana corre incontro al mondo.