Domenica 5 luglio. Lo spettacolo dell'opera dei pupi "Le tredici ferite di Rinaldo"
Pubblicato il 4 luglio 2020 • Comunicati
Nell'ambito dell'iniziativa “Archeologia in pentola: strategie di edutainmet innovativo per favorire l’aggregazione giovanile” organizzata dall’associazione Antiarco, che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile nazionale, dalla Regione Siciliana e del Comune di Bagheria si svolgerà domani lo spettacolo "Le tredici ferite di Rinaldo". Lo spettacolo si terrà nella chiesetta sconsacrata di villa San Cataldo, domani, domenica 5 luglio alle ore, 19.30. L'ingresso avverrà sino ad un massimo di 60 persone munite di DPO e mediante prenotazione whatsapp al numero telefonico 3400880027 (risponde il servizio ICP comunale) indicando numero e nomi dei partecipanti.
Lo spettacolo di Opera dei pupi è a cura della Compagnia "Carlo Magno" di Enzo Mancuso ed è un libero adattamento scenico con la regia di Enzo Mancuso.
La rappresentazione tratta da antichi canovacci con libero adattamento scenico racconta di come Rinaldo con l’aiuto del mago Malagigi riesce ad uccidere il gigante Gattamugliere.
Dopo la morte di Dama Rovenza, durante il cammino di ritorno per il castello di Montalbano, Rinaldo e la sua famiglia vengono assaliti da soldati Magonzesi che camuffati da ladroni tentano invano di rubare i muli carichi di monete d’oro. Scoperta la verità e riconosciuto nella persona del Conte Gano di Magonza l’artefice dell’imboscata, Rinaldo si reca a Parigi, e scoperto che Gano ha raccontato il falso a Carlo Magno, in preda all’ira, nel tentativo di ucciderlo, ferisce accidentalmente l’imperatore. Rinaldo fugge, e solo Orlando promette di aiutare lo zio per l’affronto subito. Dopo due giorni di duelli, nessuno dei due paladini riesce a prevalere sull’altro e sotto le mura del castello di Montalbano si sentono rumori di tamburi: è l’esercito del gigante Gattamugliere. Appresa la verità, Orlando accetta di mettersi da parte; Rinaldo grazie all’intervento del mago Malagigi riesce a scoprire l’inganno che porta il gigante Gattamugliere (ha le armi incantate) e con in mano la spada Durlindana ad ucciderlo, completando così con la sua morte la promessa fatta a messer Cordolano: uccidere Gattamugliere e i suoi sette fratelli.
La Compagnia “Carlo Magno” è nata per iniziativa di Enzo Mancuso, ultimo discendente dell’omonima famiglia di pupari che diede inizio alla propria attività a Palermo nel 1928, aprendo un teatrino dell’Opera dei pupi nel quartiere Borgo Vecchio.
Con l’insegnamento del padre e dello zio, Enzo si dedica alla costruzione dei pupi, usando le antiche tecniche dei vecchi maestri, mettendo in scena alcuni episodi legati alla storia dei paladini di Francia. Negli anni Enzo Mancuso non si è fermato all’apprendimento delle tecniche della costruzione e della manovra ma ha approfondito lo studio di vecchi “canovacci” e perfezionato la tecnica recitativa.
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ufficio stampa