“Un Teatro per la Scuola – Le Scuole per un Teatro”.
Pubblicato il 14 luglio 2015 • Comunicati
“Gli Uccelli” di Aristofane, nella riduzione del Regista Francesco Romengo, è l’opera teatrale che gli studenti dell’I.T.E.S. “Don Lugi Sturzo” di Bagheria, a conclusione di un intenso percorso nel Laboratorio Teatrale coordinato da Enza Giamporcaro, metteranno in scena per due giorni di seguito.
Giovedì 16 Luglio, alle ore 20,00, presso il suggestivo Teatro Pietrarosa di Pollina, all’interno della rassegna annuale “Un Teatro per la Scuola – Le Scuole per un Teatro”.
Venerdì 17 Luglio, alle ore 18,30, nell’incantevole terrazza di Solunto.
Grazie al Patrocinio del Comune di Santa Flavia e del Lions Club di Bagheria e alla collaborazione con la Direzione del Parco di Solunto, per il secondo anno consecutivo, i nostri ragazzi potranno calcare le scene di una delle località più belle e ricche di storia del territorio.
Il laboratorio teatrale dell’ITES “Sturzo”, al suo diciottesimo anno di vita, è stato e continua ad essere una “fucina di pensiero”.
I nostri ragazzi non sono ‘attori’, è bene precisarlo, ma dopo un articolato percorso di lettura e rielaborazione di testi, si cimentano, con passione ed entusiasmo, nella rappresentazione di opere tratte dal panorama letterario mondiale.
La pièce di quest’anno racconta di Pisetero ed Evelpide, due Ateniesi stanchi della loro litigiosa e corrotta città, che vanno alla ricerca di un posto tranquillo in cui vivere. I due decidono di stabilirsi nel mondo degli uccelli e riescono a farsi accettare dai volatili, inizialmente diffidenti, grazie alla mediazione dell’Upupa, un umano trasformato in uccello. Questo “mondo nuovo”, però, inizia presto ad andare stretto al protagonista che aspira a ben altro: il dominio. Pisetero progetta così la costruzione di una grande città degli uccelli nel cielo, tra il mondo degli uomini e quello delle divinità e la sua sete di potere è talmente forte da indurlo a sfidare gli dei che, infuriati da tanta arroganza, mandano una delegazione alla nuova città, chiamata Nefelococcigia. Pisetero, novello dittatore, riuscirà con abilità ad imporre le sue “regole” anche agli dei.
Perfettamente in linea con il tono satirico della commedia aristofanea, “Gli Uccelli” aggiunge l’elemento visionario del sogno: aspirare ad un mondo migliore. Il popolo degli uccelli, composto e sereno, viene letteralmente sconvolto dall’arrivo dei “due vecchi dal paese degli uomini, con un gigantesco progetto” che vogliono, con l’aiuto dei volatili, fondare una nuova città. Nefeloccocigia accende la speranza, solleva entusiasmi ed ottimismi, muove l’ingenua convinzione che si possa vivere in un mondo libero e felice, senza ingiustizie né iniquità. Un sogno utopico e idealista che subito crolla davanti alle eterne fascinazioni del potere.
Il testo è modernissimo: la diversità, il rapporto libertà-potere, l’illusorietà di alcune utopie, la giustizia sono solo alcune delle tematiche presenti nella pièce. Il tutto rappresentato attraverso una comicità irriverente, a tratti sarcastica, che ha dato spunto ad una riduzione snella, ma fedele al testo originario. Una girandola di maschere grottesche e poetiche insieme, per uno spettacolo divertente che offre svariati spunti di riflessione e analisi.