Il comune risponde alla diffida della regione che chiede la revoca della fuoriuscita dal coinres. il sindaco cinque incontra la stampa per illustrare ai cittadini la risposta alla regione e le scelte dell’amministrazione
Pubblicato il 21 maggio 2015 • Comunicati
Fare chiarezza sul tema rifiuti, informare i cittadini, chiarire quel che sta succedendo in tema di gestione del servizio di raccolta RSU, informare sulla diffida trasmessa dalla Regione e sulla risposta del Comune.
Questo lo scopo della conferenza stampa voluta dal primo cittadino di Bagheria, Patrizio Cinque, che si è svolta stamani, in aula consiliare e non a palazzo Butera, ove era prevista, a causa della concomitanza con la seduta consiliare: i consiglieri, tra l’altro, hanno manifestato la volontà di poter assistere all’incontro con i giornalisti.
Il sindaco Cinque ha preso la parola per primo con un lungo intervento volto non solo ad informare e chiarire ma anche a fornire una ricostruzione storica delle pregresse vicende riguardanti il Coinres e la gestione dei rifiuti a Bagheria.
La necessità di informare è venuta dal basso, dalla cittadinanza, che ha chiesto all’amministrazione di approfondire la questione; la domanda più ricorrente era capire se il Comune pagherà una doppia fattura, quella alla Tech Servizi che attualmente gestisce il servizio e quella al Coinres che dal 4 aprile, per effetto della delibera consiliare di fuoriuscita dal Consorzio, non lo gestisce più.
Su questo il sindaco è stato categorico: “l’amministrazione non ha intenzione di pagare alcuna fattura al Coinres per un servizio che non svolge più dal 4 aprile. Il Comune non riconosce più nessun emolumento al Consorzio se non quelli relativi alla massa passiva” . Inoltre aggiunge il sindaco: “hanno provato a mandare la fattura, che di fatto non segue gli standard di trasmissione con il nuovo sistema della fatturazione elettronica e quindi è come non pervenuta, ed è esattamente dello stesso importo delle precedenti, 282 mila euro, come se gli operai avessero lavorato, con turnazione e quant’altro da retribuire, senza alcuna differenza.” Il sindaco accenna poi ad alcuni risparmi importanti sui costi di gestione che ammontano circa a 500 mila euro.
Il primo cittadino è poi entrato nel merito della diffida della Regione Sicilia pervenuta il 15 aprile scorso, con la quale l’assessorato all’Energia e ai servizi di pubblica utilità diffida il Comune di Bagheria ad annullare o revocare, in autotutela, la delibera del Consiglio comunale del 2 aprile 2015 entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della missiva regionale (termine che è scaduto) ed ad adottare con sollecitudine tutti gli atti di propria competenza affinché, in tempi brevi, il Comune possa garantire la gestione ordinaria del servizio ai sensi della legge regionale n.9/2010. Nota firmata dal dirigente generale Domenico Armenio e dall’assessore regionale Vania Contraffatto.
“Questo atto di diffida arriva in città in un momento in cui Bagheria ritorna ad essere la città delle ville, in un momento in cui scopre una città pulita, una città che si accinge ad attuare, in tempi medio-lunghi, una strategia rifiuti zero” - dice il sindaco – “avviando la differenziata, sensibilizzando i cittadini alla riduzione di produzione di rifiuti, attuando, in sostanza, quello che deve fare una città normale”.
“Questo atto di diffida secondo il mio modesto parere è un atto meramente politico” – sottolinea Cinque - lo stesso trattamento non venne riservato alla città di Marineo che sebbene fece un procedimento diverso, pur sempre si affrancò dal contratto di servizio del Coinres, ed ancora oggi non è chiaro come è andata a finire. Di certo c’è che la Regione non intervenne in quel caso, intervennero altri organi”.
L’amministrazione comunale ha inviato ieri una nota di risposta alla diffida regionale che intende provvedere ad attivare la procedura sostitutiva ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale n.7/2011 con l’invio di un commissario ad acta.
Nella nota di risposta dell’amministrazione comunale bagherese si fa un excursus della situazione pregressa, vicenda che ricostruisce in conferenza stampa anche il sindaco, ricordando che ai sensi dell’articolo 19 comma 2 bis, legge regionale 9/2010, i consorzi sono stati posti in liquidazione e si sono estinti alla data del 31 dicembre 2013. “I consorzi e le società d’ambito, la cui esistenza continua a determinare un aggravamento della situazione debitoria degli stessi, non sono più legittimati ad utilizzare le risorse stanziate per il settore del ciclo integrato dei rifiuti anche a livello comunitario”.
Sempre nella nota si legge: “il legislatore regionale non si è curato solo di dichiarare estinti i Consorzi e le società d’ambito, ma ha altresì disciplinato il regime transitorio post estinzione… prevedendo in capo ai comuni la scelta del modello gestionale”. “I consorzi si sono estinti come i dinosauri, non esistono più, io non sono socio di qualcosa che si è estinto” chiosa il sindaco.
D i conseguenza essendo cessato dal 1 ottobre 2013 il potere di gestione integrata dei rifiuti in capo agli ex Ato, potere trasferito alle SRR (Società di regolamentazione dei rifiuti) e avendo il Comune di Bagheria aderito alla Srr Palermo area Metropolitana, in sostanza il recesso dal Coinres è, di fatto, un atto meramente formale e confermativo dell’avvenuta estinzione dei consorzi.
In maniera molto circostanziata la nota inviata alla Regione spiega perché si chiede all’Ente regionale di ritirare la diffida.
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Il sindaco Patrizio Cinque con l'assessore Fabio Atanasio[/caption]Dubbi sono stati posti dai giornalisti presenti sulla possibilità di recesso, in considerazione del fatto che il Coinres debba essere considerato Ente pubblico. Anche a questo il sindaco e l’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Atanasio hanno risposto in maniera circostanziata: “stante l’obbligo del Comune di gestire il servizio dei rifiuti non si evince, se non scritto nello statuto, che non si possa esercitare in un momento successivo il diritto di recesso, se non incontra limiti all’opportunità amministrativa che lo giustifichi in relazione ai compiti. E qui viene in aiuto una sentenza del TAR Lombardia, sez. III Milano, la numero 538 del ’92. Semmai invece il diritto di recesso non può negarsi in caso di esistenza di una giusta causa” sottolineano sindaco e assessore riferendosi ai disservizi del Coinres e alle vicende giudiziarie.
Patrizio Cinque ha poi sottolineato come gli Ato e quindi il Coinres si siano trasformati in strutture che non venivano gestite con criteri di efficacia, efficienza ed economicità, così come dovrebbero essere gestiti gli enti pubblici, ma si siano trasformati in “impiegatifici” per gestire assunzioni e clientele.
Il primo cittadino è anche tornato su un’altra questione scottante: il tema della salvaguardia dei livelli occupazionali. “Dopo la decisione della fuoriuscita dal Coinres riteniamo che la soluzione più idonea sia l’utilizzo del personale ricognito dalle Srr per il bacino di Bagheria, 81 dipendenti nella ditta che attualmente gestisce il servizio – spiega il sindaco – abbiamo poi accolto la proposta dei sindacati, con un apposito accordo, prevedendo la forma del distacco che rientra nei poteri organizzativi del Coinres e non necessita del consenso dei dipendenti, tranne per le mansioni differenti”.
6 dipendenti Coinres hanno già accettato il distacco, gli altri, se non lo accetteranno, potrebbero rischiare il licenziamento, fatta eccezione per gli amministrativi per cui occorrerà fare un discorso a parte con il Commissario liquidatore.
Non mancano i riferimenti ai fatti di cronaca giudiziaria, accennando all’arresto di alcuni dipendenti del Consorzio e delle ingerenze mafiose, emerse anche in atti parlamentari, all’interno del Coinres.
Il sindaco ricorda l’operazione Baghdad durante la quale sono stati arrestati alcuni dipendenti Coinres con l’accusa di essere sodali mafiosi. “Quali misure ha preso la Regione contro questi dipendenti, perché non sono stati licenziati, sono state applicate le norme sull’anticorruzione se il Coinres ha natura di ente pubblico?” si chiede Cinque.
“Io voglio sapere se la Regione Siciliana è con il popolo bagherese e con il Comune per ridare dignità a questa città o se è dalla parte di un consorzio creato dalla politica clientelare e dalla mafia”.
M.Mancini
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