Bicentenario del Comune di Bagheria. Domenica 27 settembre l’Omaggio Musicale in Piazza Matrice
Pubblicato il 27 settembre 2026 • Comunicati , News dalla Città
Riceviamo e pubblichiamo:
Ecco il testo dell' omaggio musicale presentato oggi 21 settembre ( nella prospettiva che probabilmente diventerà un inno comunale) Questo omaggio musicale sarà poi eseguito da parte dell' associazione musicale e culturale cittadina " Maria SS. Immacolata" di Bagheria, domenica 27 settembre alle ore 18:30 in piazza matrice a conclusione della solenne celebrazione in Chiesa Madre e prima dell' inizio della solenne processione con il simulacro di S. Giuseppe per le vie principali della città. A dirigerlo sarà il Prof. Francesco Albanese, compositore dell' omaggio musicale e direttore della banda e cantato dal solista del coro lirico " Laudate Dominum" Riccardo Tumminello.Commento Critico Finale: L'Evoluzione dell'Opera
Il componimento si configura come un inno identitario e una profonda riflessione sulla memoria storica, strutturato come un vero e proprio viaggio temporale e ideale che parte dalle radici secolari di una comunità fino a proiettarsi nella complessa sfida della modernità tecnologica.
Attraverso le strofe, non mi sono limitato a descrivere un luogo geografico, ma dipingo l'evoluzione dell'anima stessa di Bagheria, elevandola a simbolo di resistenza culturale e spirituale.
1. Il Movimento Architettonico e Concettuale dell'Opera
L'evoluzione della poesia segue un disegno preciso, muovendosi dal macrocosmo della storia collettiva fino al microcosmo della celebrazione cittadina:
- L'Inizio e la Storia (Strofe 1 e 2): Il testo si apre descrivendo un luogo geografico però con una coordinata temporale ampia ("Due secoli di passi"). Il passato viene umanizzato attraverso il cammino di un popolo che ha vissuto "tra la pace feconda e la vecchie guerre", imprimendo la propria memoria nella terra e sui muri. La pietra, l'architettura e le case sorgono come "figlie del lavoro" e assumono un valore sacro: sono testimoni che parlano al futuro.
- L'Etica del Lavoro e la Fede (Strofa 3): Il focus si sposta sulla spina dorsale morale della comunità. Attraverso la figura archetipica di San Giuseppe, "l'umile artigiano", viene nobilitato il lavoro manuale. Il fare umano si salda con la devozione spirituale ("sacro orgoglio delle nostre mani"), stabilendo che l'identità del paese si fonda sulla dignità di un "giorno onesto".
- L'Apice Culturale e Artistico (Strofa 4): La poesia tocca qui la sua massima densità visiva e storica. Il paesaggio si popola delle celebri "ville del settecento". L'arte non è una decorazione passiva, ma una forza viva ("la pittura accende il colore"). La grandezza di Bagheria viene legittimata dai suoi figli illustri: poeti, registi, statisti e menti d'altare che ne hanno scritto la storia e la gloria.
- La Sintesi e la Sfida Contemporanea (Strofa 5): L'ultima strofa esplicita il nome della città e compie un audace salto lirico nel presente. Qui, introduco un contrasto modernissimo tra il patrimonio storico e l'era digitale ("macchine e calcoli", "l'infinito silicio"). Bagheria si trasforma in un'eroina romantica che sfida la "fredda corrente" della tecnologia priva di anima, opponendosi a un cuore culturale che "pulsa vivo e radioso".
2. I Temi Chiave dell'Intero Componimento
L'unità profonda dell'opera è garantita dal ritorno costante di alcuni nuclei tematici universali:
- La Dialettica tra Tempo ed Eternità: Il tempo passa (i due secoli, il Settecento, lo scorrere degli anni), ma la bellezza e l'identità di Bagheria restano "eterne", cristallizzate nell'arte e nei cuori.
- La Materia Illuminata (Pietra e Luce): La materia inanimata subisce una continua metamorfosi spirituale. La "pietra antica" diventa "scolpita nell'arte" acquistando "splendore" grazie alla "luce" e alla pittura, contrapponendosi alla freddezza tecnologica del silicio nell'ultima strofa.
- Il Passaggio di Testimone Intergenerazionale: Ogni strofa è tesa tra il passato (le radici, gli antenati, la tradizione) e il futuro ("parla al futuro", "verso il suo domani", "grazie per il domani"). Il presente è solo il ponte che permette di custodire l'eredità.
Il ritmo del testo è stato costruito per essere cantabile. L'uso costante della rima baciata e dell'endecasillabo fa sì che il testo ricordi la struttura dell'ottava dantesca o ariostesca o, in chiave più moderna, la metrica dei grandi inni popolari e celebrativi. Non ci sono frantumazioni del verso o versi liberi: tutto è geometrico, solido e armonioso, esattamente come le ville del Settecento che la poesia vuole celebrare.
Conclusione
In definitiva, l'opera è un lucido atto d'amore e di resistenza culturale. Bagheria non viene celebrata come un museo polveroso del Settecento, ma come un organismo vivente. La sua "perla preziosa" non è fatta solo di pietra e affreschi, ma dell'umanità feconda, dell'onestà e della genialità della sua gente. È questa densità spirituale e artistica che le permette di non farsi fagocitare dall'aridità degli algoritmi moderni, rimanendo, ieri come domani, "fiera ed eterna".