I produttori del Limone della Piana di Bagheria definiscono il disciplinare di produzione.
Pubblicato il 23 febbraio 2026 • Comunicati , News dalla Città
Riceviamo e pubblichiamo:
Si è definito il percorso di concertazione con i limonicoltori della Piana di Bagheria per la stesura della bozza del disciplinare di produzione del Limone, ai fini del riconoscimento del Presidio Slow Food. Un metodo di partecipazione dal basso e di coinvolgimento della base produttiva, dove attraverso un confronto con i produttori, si è attuato un utile e proficuo scambio di proposizioni, idee e suggerimenti. Il percorso di concertazione con i produttori ha avuto un prologo nell’ottobre dello scorso anno nella splendida cornice di Villa Palagonia a Bagheria, all’interno della sesta edizione di Bio in Sicily, dove si è svolta la manifestazione di presentazione del riconoscimento del Presidio Slow Food del Limone della Piana di Bagheria, una zona di produzione che interessa la zona costiera a oriente della Città di Palermo che comprende i comuni di Bagheria, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Trabia, Ficarazzi, Villabate, Misilmeri, Termini Imerese e Campofelice di Roccella. In quella occasione a illustrare il percorso è stato il Prof. Francesco Sottile, Vicepresidente di Slow Food International e ordinario presso l’Università di Palermo. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “La Piana d'Oro” e dalla Condotta Slow Food di Bagheria, realtà associative che si pongono come proponenti e facilitatori della procedura di riconoscimento.
Agli incontri hanno partecipato Valerio Barone, fiduciario della Condotta Slow Food di Bagheria, Mario Liberto, componente del direttivo della Condotta di Bagheria che nella veste di agronomo fornisce una consulenza tecnica e professionale, Michele Balistreri, Presidente dell’Associazione “La Piana d’Oro, i limonicoltori Pietro D’Amato, Gaspare Gagliano e Domenico Rotino, Vincenzo Mineo dell’azienda Agri-River, Giuseppe Zarcone della Coop. Agricola “La Torre”, Antonio Fricano del Consorzio APO SICILIA e Giuseppe Buttitta dell’azienda U’Barunieddu della filiera di trasformazione. Portata a termine la fase di partecipazione e di concertazione con i produttori, la bozza del disciplinare di produzione sarà inviata agli organismi nazionali di slow Food per la definizione della stesura definitiva.
“La tutela del Limone di Bagheria e del Verdello – dichiara Valerio Barone, fiduciario della Condotta Slow Food di Bagheria - non è solo una questione agricola, ma un intervento strategico per l’identità, l’economia e l’ambiente della Piana di Bagheria, che può porre le basi per uno sviluppo sostenibile e duraturo. Mi preme sottolineare – conclude Barone – che il sistema partecipativo, che abbiamo utilizzato nella fase iniziale di coinvolgimento della base produttiva, è aperto a quanti tra i portatori d’interesse della filiera sono interessati a partecipare”
Si è sottolineato da parte dei produttori che il Presidio, se riconosciuto, contribuirebbe a tutelare vecchie pratiche colturale che diversamente andrebbero consegnate all’oblio con una valenza di sostenibilità ambientale. La valorizzazione del limone della Piana di Bagheria, infatti, favorirebbe inoltre la conservazione dei terrazzamenti, ancora in parte visibili e fortemente caratterizzanti il paesaggio del territorio, che svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell’ambiente, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella tutela della biodiversità. A ciò si aggiunge il valore storico e identitario della cultura bagherese legata alla coltivazione del limone, che ha segnato profondamente la storia locale e ne ha plasmato gli aspetti etnoantropologici, sociali e culturali. Salvaguardare questa tradizione significa quindi non solo proteggere una produzione agricola, ma preservare un intero patrimonio di conoscenze, pratiche e memoria collettiva.
In definitiva il riconoscimento come Presidio del limone permetterebbe di: 1) Salvaguardare un patrimonio agroalimentare unico; 2) Valorizzare l’identità territoriale e culturale; 3) Garantire continuità produttiva e reddito agli agricoltori; 4) Proteggere il paesaggio e l’ecosistema locale